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What’s Fake with You?

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Supreme è uno dei marchi streetwear più famosi al mondo, con un fatturato di 100 milioni di dollari: sapete però che acquistando Supreme Italia comprate un Legal Fake?

Il marchio nasce a New York nel 1994 grazie al fondatore James Jebbia, diventando l’emblema dei ragazzini americani, divisi fra skateboards, jeans e felpe oversize.

Arriviamo ad oggi. In terra italiana, a Barletta, un’azienda decide di dar vita a Supreme Italia, approfittando del successo riscontrato oltreoceano e dell’assenza di vincoli legali. Da qui l’avvento del “Legal Fake”, fenomenologia sviluppatasi a seguito della diffusione di copie di marchi streetwear americani. Tuttavia, non si può parlare di illegalità, in quanto l’azienda di Barletta ha registrato il marchio.

La strategia di marketing Supreme si basa sulla pubblicità dei suoi prodotti come veri must have al fine di indurre le persone ad acquistarli. Inoltre, la produzione della merce è sempre sotto la domanda così da rendere la fornitura preziosa e limitata. È grazie a questa strategia che Supreme Italia è riuscita a riscuotere notevole successo: i consumatori puntano a soddisfare il loro desiderio di acquisto senza considerare l’origine dei prodotti.

Tale “frode legale” si fa strada grazie all’ignoranza del mondo streetwear e alla disinformazione del consumatore che, pur di apparire e imitare i brand influencer (es. Fedez), poco si informa sull’origine di ciò che indossa. Burocraticamente invece è stata la mancata registrazione del marchio americano in Italia a permettere alle aziende nostrane di appropriarsene legalmente.

Anche il comportamento dei negozianti stupisce: da un lato vi è ignoranza riguardo la provenienza dei prodotti venduti, dall’altro vi è soltanto un interesse lucrativo.

Quindi, come tutelare il consumatore da questo inganno? Maggiore informazione e occhio attento. Quelli che potrebbero sembrare due marchi identici, differiscono per piccole sottigliezze: prezzo, forma del box, font della scritta. Inoltre, Supreme NYC crea collezioni rilasciandole gradualmente, cosi da incrementare il traffico sul sito del 16.800% e da permettere l’acquisto solo agli intenditori, per cui, non è possibile comprare Supreme ovunque.

 

https://www.nssmag.com/it/fashion/9262/supreme-italia-fenomenologia-del-legal-fake-made-in-barletta

https://www.stylology.it/2017/07/supreme-italia/

Il fenomeno dei LEGAL FAKE in Italia (attenzione ai marchi Supreme, Pyrex, Boy London, Kith, Thrasher)

http://www.qnm.it/moda-uomo/supreme-italia-e-un-fake-il-brand-di-barletta-che-ha-spopolato-copiando-l-originale-post-220857.html

http://www.marketrevolution.it/supreme/

http://it.fashionnetwork.com/news/Supreme-apre-il-capitale-a-Carlyle,878604.html#.WqOdFijwbIU

Elena Rosilici

Livia Giannotti

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